Federico II, stupor mundi

federicoiiFederico II non fu solo l’ultimo degli imperatori del Medioevo, il grande stratega militare, l’abile diplomatico e lo spregiudicato uomo politico.

Federico II fu definito “stupor mundi” “meraviglia del mondo” perchè, da vero e proprio mecenate, si circondò dei filosofi, letterati, giuristi e scienziati più importanti del suo tempo. Nel 1224 fondò l’università di Napoli: il matematico Leonardo Fibonacci che trasmise in Occidente l’algebra e la geometria riprese dagli arabi, i poeti in volgare italiano Iacopo da Lentini, Cielo d’Alcamo il giurista Pier delle Vigne, lo scultore Nicola Pisano sono solo alcuni esempi di personalità della cultura e dell’arte che godettero della sua protezione. Contribuì alla riscoperta dell’arte classica, ma si mostrò attento cultore anche delle esperienze artistiche contemporanee europee. Federico II si distinse anche nel campo dell’architettura militare, realizzando un sistema di castelli per la difesa del territorio.

Ci sono molte risorse nel Web su Federico II. Segnalo, fra tutte, “stupormundi”.

Vi allego lo schema cronologico che vi ho proposto n classe. scontro-papato-impero-nel-200-schema

Esercitazione sui verbi deponenti

Ho preparato l’esercitazione in vista della prossima verifica sui verbi deponenti.

E’ importante che la svolgiate bene, con attenzione, seguendo anche la compilazione dei paradigmi e la memorizzazione dei più frequenti. Questa esercitazione sarà la base della verifica, perchè si baserà su alcune di queste forme verbali.

depone2Sto valutando di rimandarla a giovedì 4 giugno per potervi somministrare quella sul modulo 3 di storia venerdì 29.05. Comunque ne parliamo domani.

Buon lavoro.

esercitazione-propedeutica-sui-verbi-deponenti

Youboing

Questo sito è un sito molto utile che da accesso con semplice clic ai siti più utilizzati ovvero google, yahoo, wikipedia, youtube, flikr, my space e ebuy. Può essere usato come pagina iniziale comoda e pratica grazie anche alla sua funzione di ricerca automatica facendo riferimento ai risultati di google. Ha anche i link per accedere direttamente ai più grandi web messangers. Inoltre registrandosi si ha la possibilità di memorizzare fino a diciotto link per accedere a altri siti impostati dall’utente.
Quindi a mio parere questo sito è la migliore pagina iniziale che si possa avere e consiglio a tutti “almeno” di andarlo a vedere.

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…Finalmente non vi annoiamo +…!

La Matematica: un GiOcO?… Ebbene… Finalmente SI…!
E’ giunto il momento di divertirsi anche con la matematica. Così oggi vi proponiamo un passatempo diverso… Utile, interessante e spassoso.

Il libro MATEMATICO PER GIOCO
Il libro “MATEMATICO PER GIOCO”

Probabilmente vi starete domandando di cosa stiamo parlando… “Matematico Per Gioco” è infatti una vasta raccolta di problemi, enigmi, quiz, indovinelli (e chi più ne ha più ne metta) che potete tranquillamente svolgere sotto l’ombrellone o sdraiati sul divano… Il libro è tuttavia diviso in differenti livelli di difficoltà: “Per cominciare“, “Per divertirsi” e “Quando il gioco si fa duro“… Insomma una vera e propria sfida! Inoltre sono presenti molteplici soluzioni illustrate e da confrontare tra loro.

Se vi ha colpito veramente: ecco alcuni dettagli per poterlo acquistare.

Autori: Bernardo Antonio Pedone Marcello
Editore: Scibooks
Argomento: giochi matematici
Collana: La scienza divertente
Pagine: 248

Marco e Davide

La chat

Il termine chat viene usato per riferirsi a un’ampia gamma di servizi sia telefonici che in Internet; ovvero quei siti che vengono di norma chiamati “online chat”. Tali servizi hanno in comune due elementi fondamentali: il dialogo avviene in tempo reale, e il servizio può mettere facilmente in contatto persone che non si sono mai viste prima. Il “luogo” in cui la chat si svolge è chiamato chatroom.

I diversi servizi di chat possono essere divisi in due tipi principali:

=>1-on-1. A questo gruppo appartengono i servizi di chat che principalmente permettono di scrivere a una persona alla volta. I contatti di questo tipo di chat sono personali e contenuti in una rubrica, spesso archiviata on-line in modo che sia raggiungibile da ogni terminale collegato alla rete internet. Le finestre di conversazione sono una per ogni contatto con cui si sta chattando. Rispetto alla chat di gruppo la chat 1-on-1 ha delle funzionalità multimediali avanzate come l’invio di audio e video, clip audio ed animazioni personali e condivisione di cartelle. Fra i tanti, i servizi più usati di questo tipo sono MSN Live Messenger, Yahoo! Messenger, Google Talk e Skype.la-chat

=>group chat. Queste chat hanno le potenzialità di mettere in comunicazione centinaia di persone allo stesso momento, in quanto i messaggi vengono inviati a tutte le persone che in quel momento sono collegate al gruppo. I canali si possono differenziare per i loro contenuti tematici e per la lingua usata dai loro utenti. La finestra di conversazione è una per ogni canale. Vi è comunque la possibilità d’inviare, in modo analogo agli instant messaging, messaggi in una conversazione “privato” tra due singoli utenti.

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Il sistema operativo - Le parti

Il Kernel
Il kernel è il cuore di un sistema operativo. Si tratta di un software che ha il compito di fornire ai moduli che compongono il sistema operativo e ai programmi in esecuzione sul computer le funzioni fondamentali ed un accesso controllato all’hardware, sollevandoli dai dettagli della sua gestione.

File system
Il file system è il modo in cui i file sono immagazzinati e organizzati su un dispositivo di archiviazione, come un hard disk o un CD-ROM. Esistono molti tipi di file system, creati per diversi sistemi operativi, per diverse unità di memorizzazione e per diversi usi. Si possono identificare due grandi classi di file system: quelli per unità locali, destinate ad organizzare fisicamente i dati su un disco, e i file system distribuiti, nati per condividere i dati fra più computer collegati attraverso una rete, superando le differenze fra sistemi operativi e filesystem locali delle varie macchine.

Scheduler
Lo scheduler è il componente fondamentale dei sistemi operativi multitasking, cioè quelli in grado di eseguire più processi contemporaneamente. Lo scheduler si occupa di fare avanzare un processo interrompendone temporaneamente un altro, realizzando così un cambiamento di contesto. Generalmente computer con un processore sono in grado di eseguire un programma per volta, quindi per poter far convivere più task è necessario usare lo scheduler.

Gestore di memoria
Il gestore di memoria è la componente del sistema operativo che si occupa di gestire ed assegnare la memoria ai processi che ne fanno richiesta. La gestione della memoria è necessaria per tenere traccia di quanta memoria è impegnata e di quanta invece è disponibile per soddisfare nuove richieste: in mancanza di un sistema di gestione, si avrebbe prima o poi il caso di processi che ne sovrascrivono altri, con gli ovvi inconvenienti.

Interfaccia utente
Si tratta di un programma che permette all’utente di interagire con il computer. Esistono sostanzialmente due famiglie di interfacce utente: interfaccia a linea di comando e interfacce grafiche.

Spooler di stampa
Lo spooler di stampa è stato storicamente il primo modulo esterno del sistema operativo ad essere implementato, per risolvere il problema della gestione delle stampe su carta. Infatti, essendo le stampanti elettromeccaniche dei dispositivi molto lenti, i primi programmi per elaboratore dovevano necessariamente sprecare molto tempo di CPU, estremamente prezioso all’epoca, per controllare la stampante ed inviarle i dati. Quindi venne ideato un programma separato, che girava con una priorità molto bassa e che era visto dagli altri programmi come una normale stampante: in realtà invece lo spooler accumulava i dati che un programma doveva stampare in una apposita area di memoria RAM, e poi si faceva carico del processo di stampa vero e proprio lasciando gli altri programmi liberi di continuare la loro esecuzione.

I sistemi distribuiti in rete
Tra le varie ipotesi d’uso di un sistema operativo c’è anche la possibilità di sistemi distribuiti in rete. In tal caso la computazione viene distribuita tra più computer collegati in rete tra loro. In questo modo le risorse e il carico computazionale vengono condivise e bilanciate, si ottiene una maggiore affidabilità e i costi sono più contenuti nella scalabilità. Una configurazione funzionalmente simmetrica permette che tutte le macchine componenti abbiano lo stesso ruolo nel funzionamento del sistema e lo stesso grado di autonomia. Una approssimazione pratica di questa configurazione è il clustering. Il sistema viene suddiviso in cluster semiautonomi, dove ognuno di essi, a sua volta, è costituito da un insieme di macchine e da un server cluster dedicato.

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Ezzelino da Romano

ezzelinoiii20da20romanoEzelino da Romano fu un condottiero e un dittatore di Padova. È noto anche come Ezelino da Romano, signore della Marca Trevigiana, soprannominato il Feroce o il Terribile.
Fu considerato un soldato audace, astuto e valoroso anche se fanatico come ghibellino e spietato nella sua volontà di dominio. Ereditò dal padre i territori di Bassano, di Marostica e di tutti i castelli
situati sui colli Euganei.
Già a venti anni aveva manifestato le sue speciali inclinazioni per la guerra, unite ad uno spirito di dissimulazione e di pazienza, straordinari per la sua età. Era inoltre resistentissimo ad ogni fatica, capace di affrontare impavido qualsiasi pericolo, freddo ed insensibile ad ogni spettacolo di pietà, intollerante di ogni freno e di ogni consiglio. Si comportò con una crudeltà forse maggiore rispetto ai livelli (peraltro assai elevati) dei suoi tempi, anche se non particolarmente credibili sembrano le fonti storiche di parte a lui avversa che non mancarono di descrivere Ezzelino III come un fosco tiranno che traeva personale diletto nell’escogitare torture raffinate quanto crudeli.
Fu certamente uomo di parte e delle fazioni si servì principalmente per ingrandire i suoi feudi e rendersi sempre più potente. Per tutto ciò appare come il più attivo e ardente ghibellino, tanto che di questo partito ebbe di fatto il comando nell’Italia settentrionale.
Unito alla sorte dell’imperatore Federico II e del casato svevo, egli trasse sempre da questa sua posizione nuove ragioni di dominio tirannico, vigilando affinché la sua potenza non venisse attaccata dall’esterno. Requisì ai padovani da lui banditi i castelli di Agna e di Brenta, mandando a morte tutti coloro che li custodivano. Incamerò diversi castelli del marchese d’Este e del conte di San Bonifacio e, estendendo le sue conquiste alla provincia di Treviso, aveva a suo tempo assoggettato Feltre e Belluno, spargendo sangue a piene mani e mantenendo nell’obbedienza i sui sudditi antichi e nuovi, costruendo prigioni tanto sudice quanto pestilenziali, nelle quali rinchiudeva alla rinfusa uomini, donne e fanciulli. A questi ultimi, per una sua particolare voluttà, sembra facesse strappare gli occhi. Ezzelino III rappresentò di fatto le fortune sconfitte dell’Impero e della parte ghibellina e non è dato fissare con precisione e affidabilità storica rigidi confini fra la sua indubbia mancanza di scrupoli e la sua ferocia e la sua forte (ma soccombente) visione politica

« “e quella fronte ch’a il pel così nero, / è Azzolino…” »
(Dante, Divina Commedia, Inferno, Canto XII)

 

Anna Gaia

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Fu il piombo a far crollare l’Impero Romano?!?

Acetato di piombo

Acetato di piombo

Gli antichi  romani assorbivano circa dieci volte più piombo di un odierno abitante di Roma, New York o di Tokyo. Tanto che secondo alcuni storici, la caduta dell’Impero Romano non sarebbe stata causata dalla dissoluzione dei costumi, dalla corruzione e dal caos amministrativo, bensì da una lenta progressiva intossicazione da piombo soprattutto tra la classe dirigente. Imperatori compresi. Quantomeno vi avrebbe contribuito il saturnismo. Tra i sintomi che questa malattia può provocare c’è anemia, debolezza muscolare, convulsioni e attacchi epilettici; in forma cronica può sfociare nel coma e nella comparsa sul bordo gengivale di una particolare colorazione bluastra. Le lesioni per i soggetti colpiti dal saturnismo non furono solo temporanee, poiché gli stessi soggetti trasmisero le lesioni che si erano prodotte all’interno dell’organismo in particolare nelle cellule neurali alle generazioni successive. L’ipotesi che il saturnismo possa aver contribuito al crollo dell’Impero Romano non è solo una deduzione priva di fondamenti: poggia anzi su ricerche e indagini ben accurate.

banchettopompeiano

banchetto pompeiano

Infatti gli esami eseguiti con i moderni metodi di spettroscopia ad assorbimento atomico hanno dimostrato negli scheletri degli antichi Romani livelli di piombo tali da lasciar seriamente pensare ad un’intossicazione. Occorre sottolineare che il piombo assorbito si deposita per il 90% nelle ossa, e vi rimane per tempo indefinito. Inoltre non è privo di significato il fatto che tali alte percentuali di Pb riguardano esclusivamente gli scheletri di individui appartenenti a classi privilegiate(patrizi, famiglie regnanti), cioè di coloro che avevano le maggiori responsabilità della cosa pubblica.

affresco pompeiano della casa dei misteri
affresco pompeiano della casa dei misteri

Da dove proveniva tutto questo piombo? In gran parte derivava dall’acqua e dal vino. A quei tempi le condotte d’acqua erano fatte di piombo, e l’acqua veniva abitualmente conservata in cisterne rivestite del metallo. Il vino veniva invece preparato e arricchito con sali di piombo per addolcirne il sapore ed evitarne la fermentazione. E del vino i Romani facevano larghissimo uso: ogni romano beveva da 1 a 5 litri al giorno e nelle feste i boccali non si contavano neanche. Con tanto vino ogni Romano assorbiva quotidianamente una quantità di piombo che variava in rapporto alla classe sociale di appartenenza: molto elevata nei ricchi (circa 250 mcg al giorno), e minore nei plebei e negli schiavi (rispettivamente 53 a 15 mcg al giorno). Come si è detto, la ragione di tanto piombo va ricercata nelle tecniche di preparazione e di lavorazione del mosto e del successivo “trattamento” del vino. La bollitura del mosto nei recipienti di piombo serviva per migliorare il sapore e la conservazione del vino, ma determinava anche la formazione di “zucchero di Saturno”, cioè di acetato di Pb, un potente antiparassitario, fungicida e antifermentativo. Alcuni storici considerano questa sostanza contenuta nel vino come una delle possibili cause della demenza di alcuni imperatori: Tiberio amava tanto il vino che lo chiamarono Biberius; Caligola fu un etilista cronico e di Domiziano i cittadini dicevano che si lavava la coscienza sotto una fontana di vino.

Thermopolium, gli antichi "snackbar"
Thermopolium, gli antichi “snackbar”

Ciononostante sarebbe ingiusto incriminare solo il vino. A base di piombo erano gli utensili e le stoviglie di uso comune, i bicchieri, i piatti e anche la ceramica vetrificata. Anche le spezie avevano la loro parte: nell’Impero, commercianti di pochi scrupoli aggiungevano piombo al pepe per aumentarne il peso. V’erano addirittura belletti e tinture contenenti ossido di piombo, e anche la biacca per dipingere conteneva carbonato di piombo. La teoria secondo la quale il crollo dell’Impero romano sarebbe stato favorito da un saturnismo cronico tra le classi dirigenti, trova conferma nel fatto che il contenuto di Pb delle ossa di antiche popolazioni vissute nello stesso periodo in Nubia o in Britannia risulta molto meno elevato che nei romani. Così, se le classi agiate dell’Impero romano non erano esposte all’inquinamento atmosferico dei nostri giorni, di piombo ne assorbivano ugualmente senza risparmio. Per loro avere un alto tasso di piombo nelle ossa, anche se a loro insaputa, corrispondeva ad una specie di status symbol.

**Greta**

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..1000 anni abbattuti in 60 secondi…

Un tempo la foresta africana si estendeva dal Senegal all’Uganda, ospitando una grande varietà di animali, di piante e gruppi di indigeni nomandi. Ma ormai non è più così.

Negli ultimi trent’anni l’Africa ha perso i due terzi delle sue foreste, mentre quelle millenarie sono ridotte all’8% dell’area regionale. Il bacino del fiume Congo, ha perso circa l’85% delle sue selve e il restante 15% è minacciato dall’ILLEGALE ESTRAZIONE DEI TRONCHI.

albero

Se il ritmo del disboscamento rimarrà tale, le foreste tropicali della Costa d’Avorio e della Nigeria spariranno entro il 2020. Il danno non è soltanto dato dal taglio degli alberi, poichè a soffrirne sono anche e soprattutto gli abitanti. Infatti oltre alle moltissime specie di uccelli e mammifereri a rischio di estinzione, gli abitanti del luogo sono sfruttati dalle grandi compagnie del legno per la manodopera, ad esempio i più minacciati sono i pigmei baka, una popolazione seminomade che dipende da quell’ecosistema in tutto e per tutto.
La deforestazione in Africa ormai ha raggiunto enormi dimensioni, ma come mai si sente parlare spesso di Amazzonia e pochissimo di Africa? Dal punto di vista ambientale il disboscamento amazzonico e africano hanno lo stesso peso, ma non a livello di comunicazione. Questo succede perchè in Amazzonia le popolazioni indigene sono più sviluppate e hanno creato una resistenza più agguerrita, quindi i mezzi di comunicazione ne hanno parlato di più.
Il disboscamento in sé non è deprecabile in assoluto, a patto di agire seguendo le regole. Esistono infatti concessioni che i governi dei Paesi africani danno alle compagnie del legno e rigurdano l’area in cui possono agire e la durata del loro lavoro nella zona. è evidente che dietro questi affari ci sono tantissimi interessi economici. E per questo motivo la quantità di concessioni e il loro contenuto sono arbitrari.

Ma in questo intreccio di interessi, cosa possiamo fare noi? Per questo si è creata un’organizzazione internazionFSC-logoale indipendente, chiamata Forest Stewardship Council (FSC) (link qui), la quale garantisce che il legno commercializzato arriva da foreste gestite in modo sostenibile. Ne fanno parte alcune associazioni ambientaliste, come Greenpeace e Wwf, organizzazioni di popoli indigeni, produttori forestali e industrie del legno. La FSC ha elaborato una serie di principi per la gestione sostenibile delle forste, svolgendo ispezioni molto accurate. Oggi sono certificati oltre 35 milioni di ettari di foreste, sparse in 56 Paesi, e oltre 2200 aziende hanno aderito all’iniziativa.

africa13 ..Nicole & Luisa..

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L’Onda

 

Logo dell'Onda

Logo dell'Onda

“In Germania una dittatura non sarebbe più possibile? ” “Lo escludo, conosciamo le conseguenze!”

 

E invece questo sarebbe possibile! Proprio di questo argomento parla il flm L’Onda (Die Welle) il film tedesco tratto da una storia vera.

Nel 1967 in una scuola della California , il professor Ron Jones, ha sperimentato “The Third Wave” (La terza onda) e scopre  che i ragazzi possono essere comandati da una forza superiore, anche se questa va contro i propri principi. 

Infatti, in questo film, il professor Rainer  vuole sperimentare se è possibile che si crei una dittatura ai giorni nostri. Gli alunni partecipanti a questo gruppo, “L’Onda”, cresce di giorno in giorno; i ragazzi vestiti con camicia bianca cominciano a diffondere le loro idee in tutti i modi, escludendo le persone e gli amici che non appartengono all’onda. Il gruppo si crea un proprio saluto e un proprio logo che “come un’onda travolgerà la città”. Ma i problemi crescono in fretta.

Il Saluto dell'Onda

Il Saluto dell'Onda

 

Alcuni ragazzi si accorgono subito che questa dittatura sta diventando sempre più pericolosa, ma altri cominciano a vivere solo per l’Onda, tanto da uccidere ed uccidersi.

Questo film è molto significativo perchè parla di un argomento molto difficile, e fa ragionare sul  fatto che sarebbe semplicissimo creare una dittatura giovanile che potrebbe scatenare problemi nella società attuale. 

Consiglio a tutti di vedere “L’Onda” di Dennis Gansel.

Nicola